martedì 10 dicembre 2019

Fernando Ferroni – L’energia che consumiamo da dove la prendiamo?

UN VIDEO MOLTO CHIARO E ESAUSTIVO INERENTE ALL'ENERGIA: le fonti, le unità di misura, le previsioni per il futuro....



 

lunedì 9 dicembre 2019

Congiunzione Venere-Saturno dal Righi: una stupenda foto!


la scuola del sapere
cortesia Osservatorio Astronomico del Righi



Ecco l'immagine del tramonto di questa sera ripresa dal Direttore dell'Osservatorio astronomico del Righi di Genova, Walter Riva, con una camera Sony 7Alpha e obiettivo 50 mm Sony, dal punto panoramico del Righi.

Nella foto si distinguono due punti nel cielo: il più in basso (e più luminoso) è il pianeta Venere, quello più alto è il pianeta Saturno. I due oggetti si trovavano quasi esattamente in congiunzione nell'istante della fotografia.

Grazie per la bella immagine!

domenica 8 dicembre 2019

Come facciamo a sapere che il pianeta si sta davvero riscaldando?

Invito a leggere un interesante articolo di Antonio Scalari sull'argomento: https://www.valigiablu.it/clima-vademecum-bufale/


Monitorare l'evoluzione della temperatura globale non è un'operazione banale. È necessario mettere insieme numerosi dati registrati sul pianeta da migliaia di stazioni meteorologiche a terra, a bordo di navi o su boe galleggianti nei mari e negli oceani oppure trasmessi dai satelliti. 
Dalle temperature gli scienziati possono ricavare l'“anomalia termica”, cioè il parametro che indica se in un determinato luogo e giorno dell’anno fa più freddo (anomalie negative) o più caldo (anomalie positive) rispetto a un periodo di riferimento. Sono proprio le anomalie termiche a dirci come la temperatura media globale cambia nel lungo periodo.
Il Goddard Institute for Space Studies della NASA (GISS) è una delle maggiori istituzioni scientifiche che realizzano queste analisi.  Questo ente ricostruisce l’andamento della temperatura globale dal 1880 ad oggi basandosi su dati acquisiti da stazioni meteorologiche in quasi tutte le aree del pianeta, comprese stazioni di ricerca in Antartide, e considera come periodo di riferimento gli anni dal 1951 al 1980. Le basi di questo progetto furono gettate verso la fine degli anni '70, in un periodo in cui erano disponibili stime sui cambiamenti della temperatura terrestre che si basavano su dati ancora incompleti, relativi soprattutto all'emisfero settentrionale della Terra.
Nel 1981 un gruppo di ricerca guidato dal fisico e climatologo James Hansen, allora a capo del GISS, pubblicò sulla rivista Science i primi risultati delle loro ricerche: l'aumento delle temperatura terrestre, dal 1880 agli anni '70 del secolo scorso, era stato di 0,4 gradi. Lo studio di Hansen e colleghi stimava già allora diversi scenari di riscaldamento globale, sulla base delle previsioni sui consumi energetici e di fonti fossili nei decenni successivi e avvertiva: Il cambiamento climatico indotto dal rilascio antropico di CO2 sarà probabilmente il più affascinante esperimento geofisico globale che l'uomo avrà mai condotto.
Dagli anni '80 a oggi le ricostruzioni si sono arricchite di nuove informazioni, come le temperature misurate a livello dei mari e degli oceani, e l'analisi dei dati è migliorata. Uno di questi miglioramenti ha riguardato il cosiddetto “effetto isola di calore urbana”. 
In passato c'è stato chi ha messo in discussione la qualità delle ricostruzioni delle temperature globali, sostenendo che le anomalie termiche positive fossero da attribuire al fatto che molte stazioni meteorologiche si trovano all'interno di aree urbane, dove le temperature sono più alte a causa del cemento, dell'asfalto, degli impianti di riscaldamento e condizionamento e di altre fonti di calore.
In realtà è stato verificato che sia le temperature registrate in città che quelle in campagna mostrano da tempo la stessa tendenza verso il riscaldamento. Lo ha dimostrato per esempio uno studio che ha indagato gli effetti della rapida urbanizzazione avvenuta nei decenni scorsi in Cina sulla misurazione delle temperature.
È vero, le città sono in genere più calde rispetto al territorio rurale circostante, ma questo non distorce le ricostruzioni della temperatura media globale dell'ultimo secolo. Sia le stazioni meteorologiche urbane che quelle rurali registrano infatti temperature più elevate. Peraltro le anomalie termiche maggiori, rispetto al periodo di riferimento, si sono riscontrate in regioni del pianeta pressoché disabitate e non urbanizzate, come la Siberia, l'Alaska, la Groenlandia.



Come rileva uno studio pubblicato nel 2019 sulla rivista Nature, questo riscaldamento globale in corso è senza pari, sia per le temperature che si stanno raggiungendo, sia per la sua portata globale. È un cambiamento climatico che coinvolge la maggior parte del pianeta a differenza di altri, relativamente recenti, come il cosiddetto Periodo Caldo Medievale. Questo periodo è stato un fenomeno per lo più regionale, confinato nella regione dell'Atlantico Settentrionale e allora la temperatura, a livello globale, non era affatto più alta di oggi (come qualcuno sostiene). Le temperature globali che registriamo oggi sono le più alte da almeno 1400 anni.

Cortesia VALIGIABLU

Per approfondire

https://www.lascuoladelsapere.com/2019/05/il-mio-nuovo-ebook.html

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