giovedì 1 febbraio 2018

Scienza e Arte: Camillo Sbarbaro, il poeta lichenologo



La vita di un poeta schivo il cui passatempo fu quello di collezionare licheni.

Da "Addio ai licheni":
"Ancorato ai licheni mi ha forse
la notizia che non si sa cosa
siano; ma quel che in essi mi
commuove è la prepotenza di
vita. In quanti si contendono il
minimo spazio! Diversi di forma,
di colore, di portamento e,
per la scienza, di specie (e
quindi di genere, di famiglia,
di tribù...) si pigiano in tanti
sullo stesso pezzetto di corteccia
o di pietra da essere costretti
a scavalcarsi a invadersi a
vicenda..."
Camillo Sbarbaro nacque a S. Margherita Ligure nel 1888. Avviatosi a studi classici, già al liceo compone versi che poi saranno raccolti nel volumetto Resine, del 1911. Pubblica nel 1914 la raccolta poetica Pianissimo. Dopo la guerra si stabilisce a Genova, dove entra in contatto con Montale, la cui poesia nel suo primo tempo (fino ad "Ossi di seppia", 1925) risentirà in maniera decisiva dell'influsso di Sbarbaro. Nel 1920 è pubblicata la raccolta di prose Trucioli.
Alle brevi prose d'evocazione, ricche di straordinari valori artistici, egli si dedicherà anche in seguito, pubblicando nel '28 Liquidazione.
La sua vita trascorre solitaria e schiva. Il suo passatempo, cui si dà con profondo zelo scientifico, è costituito da varie collezioni di licheni di specie rara: su quest'argomento scrisse numerosi e qualificati opuscoli scientifici. Nel secondo dopoguerra Sbarbaro opera una scelta delle prose composte dal '14 al '40, pubblicandole nel '48 con il titolo di Trucioli (la seconda serie). Nel '54 ripubblica Pianissimo in veste lievemente modificata. E' del '55 un'altra raccolta poetica, dal titolo allusivo di Rimanenze che contiene, però, poesie composte dal '18 al '32.
Nel '61 si ha l'edizione definitiva di Poesie (contiene Primizie, Pianissimo nell'edizione originale del '14, una nuova e ridotta redazione di Pianissimo diversa anche dalla redazione intermedia del '54 e Rimanenze; furono escluse Resine).