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lunedì 21 maggio 2018

ALCHIMIA: storia e simboli, di Rosa Maria Mistretta




Per poter capire gli alchimisti, bisogna considerare che il processo di conversione di una sostanza in un'altra, che formò la base della metallurgia fin dal suo apparire verso la fine del Neolitico, abbia avuto un simbolo magico in una cultura senza alcuna conoscenza formale di fisica o chimica.

Per gli alchimisti non vi era ragione alcuna di separare la dimensione materiale da quella simbolica o filosofica. La trasmutazione dei metalli di base in oro simbolizza un tentativo di arrivare alla perfezione e superare gli ultimi confini dell'esistenza.
Gli alchimisti credevano che l'intero universo stesse tendendo verso uno stato di perfezione, e l'oro, per la sua intrinseca natura di incorruttibilità, era considerato la più perfetta delle sostanze.
Era anche logico pensare che riuscendo a svelare il segreto dell'immutabilità dell'oro si sarebbe ottenuta la chiave per vincere le malattie ed il decadimento organico: da ciò l'intrecciarsi di tematiche chimiche, spirituali ed astrologiche che furono caratteristiche dell'alchimia medievale.
L'alchimia ebbe una notevole evoluzione nel tempo, iniziando quasi come un'appendice metallurgico-medicinale della religione, maturando in un ricco coacervo di studi, trasformandosi nel misticismo ed alla fine fornendo alcune delle fondamentali conoscenze empiriche nel campo della chimica e della medicina moderne.
Fino al XVIII secolo, l'alchimia era considerata una scienza seria in Europa; per esempio, IsaacNewton impiegò molto tempo allo studio dell'alchimia. Tuttavia Newton mantenne sempre un notevole riserbo intorno ai suoi studi alchemici, e non pubblicò mai opere sull'argomento.
Fu l'economista John Maynard Keynes che nel 1936 rese pubblici manoscritti newtoniani sull'alchimia, dei quali era entrato in possesso ad un'asta. Altri eminenti alchimisti del mondo occidentale furono Ruggero Bacone, San Tommaso d'Aquino, Tycho Brahe, Thomas Browne, ed il Parmigianino.

Il declino dell'alchimia iniziò nel XVIII secolo con la nascita della chimica moderna, che fornì una più precisa e reale struttura per le trasmutazioni della materia, e la medicina, con un nuovo grande disegno dell'universo basato sul materialismo razionale.
La storia dell'alchimia è diventata un prolifico campo per speculazioni accademiche. Via via che l'ermetico linguaggio degli alchimisti andava gradatamente decifrato, gli storici hanno cominciato a trovare connessioni intellettuali tra quella disciplina ed altre componenti della storia culturale occidentale, come le società mistiche, del tipo di quella dei Rosacroce, la stregoneria e naturalmente l'evoluzione della scienza e della filosofia.

L'opus alchemicum per ottenere la pietra filosofale avveniva mediante sette procedimenti, divisi in quattro operazioni, Putrefazione, Calcinazione, Distillazione e Sublimazione, e tre fasi, Soluzione, Coagulazione ed Unione. Attraverso queste operazioni la "materia prima", mescolata con lo zolfo ed il mercurio e scaldata nella fornace ("atanor"), si trasformerebbe gradualmente, passando attraverso vari stadi, contraddistinti dal colore assunto dalla materia durante la trasmutazione.
Il numero di queste fasi, variabile da tre a dodici a seconda degli autori di trattati alchimistici, è legato al significato magico dei numeri. I tre stadi fondamentali sono:
- nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi;
- albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi;
- rubedo o opera al rosso, che rappresenta lo stadio finale.
Inoltre, gli alchimisti basavano la loro scienza su un principio centrale, detto Principio di Scambio Equivalente: per ottenere una sostanza di un determinato valore, bisognava sacrificare una medesima quantità di un'altra sostanza di medesimo valore.
La Pietra Filosofale tanto agognata dagli alchimisti ha in questo senso grandissimo valore in quanto permette di disobbedire a questo principio fondamentale, senza avere conseguenze.

Ecco un interessante trattato inerente ai simboli alchemici:

A seguito alcuni testi di alchimia:

e un bel romanzo:




Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l’insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica. Alle frontiere tra il racconto da mille e una notte e l’apologo sapienziale, L’ Alchimista è la storia di una iniziazione.

Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso, insieme reale e simbolico, che al di là dello Stretto di Gibilterra e attraverso tutto il deserto nordafricano lo porterà fino all’Egitto delle Piramidi. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all’incontro con il vecchio Alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale

E un video molto interessante dell'Accademia delle Scienze di Torino, 'Dall'alchimia alla chimica'

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