sabato 9 giugno 2018

TASSELLI REGOLARI ED IRREGOLARI, di Rosa Maria Mistretta




Dal microscopico al macroscopico, la natura applica i principi d’economia ed ottimizzazione.
Nella filosofia d’Aristotele, la forma (morphé) era definita la ragion d’essere delle cose, ciò che fa sì che le cose siano ciò che sono: era considerata causa capace di fare uscire l’essere dall’indeterminazione conferita dalla materia. Apprezzata come un’essenza intrinseca, era la sostanza fondamentale delle cose sensibili, il principio organizzatore della materia, ciò che spiega come la materia giunga a comporsi. Kant definì la forma come il determinante e la materia come il determinabile: la forma è ciò che permette di ordinare i dati sensoriali. Dal secolo XVIII, il concetto di forma fu considerato in estetica per indicare l’elemento distintivo dell’opera d’arte. La forma artistica va ad aggiungersi ad un contenuto materiale o concettuale, mentre la forma naturale è un mero aspetto contingente delle cose.
Lo studio dell’aspetto esteriore di un oggetto, sia foggiato dalla natura sia dall’uomo, può essere espresso in modo descrittivo oppure simboleggiato attraverso il metodo analitico, utilizzando il linguaggio matematico. L’applicazione di concetti astratti ad oggetti reali può rendere concrete proprietà e relazioni di tangibilità del mondo esterno, mediante i postulati geometrici (un sistema di proprietà primitive e d’operazioni possibili), con le misteriose congruenze ed interrelazioni del pensiero logico. Le definizioni e i postulati, le operazioni astratte della Geometria traducono i procedimenti empirici in oggetti naturali e in figure concrete. Nell’antichità, la Geometria ebbe inizio per esigenze pratiche di misura di terreni e divenne solo in seguito il modello della scienza organizzata deduttivamente, collocandosi a fondamento dell’indagine della natura e della conoscenza. Il ragionamento geometrico può essere, dunque, considerato il primo pensiero scientifico.

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