giovedì 18 aprile 2019

IL PENSIERO CREATIVO E LA DIDATTICA DELLE SCIENZE



Il pensiero creativo è una parte importante dello sviluppo psico-fisico di uno studente.
A tal scopo è necessario per prima cosa dare una definizione precisa di creatività per poi usarla nel gioco, nei laboratori e magari nella quotidianità di ogni classe.
Attualmente la creatività è, così come lo era in passato, oggetto di importanti riflessioni teoriche e studi empirici in ambito sia psicologico sia pedagogico: ad esempio J. Bruner (1915-2016) ne individua le caratteristiche “nell’abilità e nell’attitudine ad intuire in modo immediato possibili relazioni formali, prima ancora di saperle dimostrare in un orizzonte logico”. Inoltre l’azione creativa innesca una “sorpresa produttiva” dove un ruolo importante è svolto dalla metacognizione: il soggetto creativo introduce elementi nuovi e originali nell’ambito del suo campo d’azione.

Secondo gli studi dello psicologo americano J.P. Guilford (1897-1987), la creatività è un processo che implica la produzione di nuove idee e nuovi concetti o di nuove associazioni tra idee e concetti già esistenti e la loro trasformazione e concretizzazione in un prodotto nuovo ed originale. Da un punto di vista scientifico, i prodotti del pensiero creativo hanno quindi in sé i caratteri della “originalità” e della “appropriatezza”.
I sostiene spesso che la creatività è una capacità molto importante per affrontare il futuro e che le nuove generazioni dovrebbero possedere in previsione delle sfide che il mondo in rapido cambiamento pone loro.
Sviluppare la creatività richiede l'applicazione di varie modalità di lavoro che predispongano lo studente a mettersi in gioco e a proporre idee insolite e stravaganti.

Sollecitare la creatività negli alunni può aiutare a maturare sensibilità, pensieri e atteggiamenti meno convenzionali e più personali: una potente risorsa per far fronte a situazioni anche collettive difficili e critiche, permettendo di diventare occasione di crescita e di apprendimento.
Aprire nella scuola degli spazi per la creatività può così contribuire a porre le basi di una personalità positiva e generativa. Per inserirsi con successo in scenari sempre più imprevedibili che la quotidianità propone è importante essere altamente flessibili, trovare vie di uscita efficaci e rinnovarsi continuamente.

Al momento che sia le conoscenze scientifiche sia le convinzioni sociali riguardo alla creatività sono soggette a evoluzioni nel corso del tempo, pare utile richiamare l’attenzione sui processi attinenti allo sviluppo di condotte mentali comportamentali di tipo creativo. Tali processi, così come le strategie utilizzabili, sono ingrediente indispensabile nella definizione di obiettivi educativi che rinunciano a ciò che è ripetitivo, schematico, abitudinario convergente.
Una prima possibilità per il “cosa” e il “come” proporre stimolazioni funzionali a condotte creative è la definizione di quale atteggiamento utilizzare, ossia quale particolare modalità di rapportarsi alla realtà e di interagire con essa. L’atteggiamento creativo è stato designato come apertura verso l’esperienza, accettazione del rischio e della contraddittorietà, spirito di avventura, predilezione verso la complessità.

In accordo con questa impostazione, più recentemente alcuni aspetti che caratterizzano l’atteggiamento dell’individuo creativo sono stati intesi come elementi di una più generale dimensione psicologica denominata problem-finding. Essa consiste nella tendenza a considerare vari possibili approcci al problema, ad abbandonare la via intrapresa qualora un’altra si presenti come più adeguata allo scopo, a non considerare definitivi risultati raggiunti.
La creatività come potenzialità è da intendersi come una predisposizione che permette all’individuo, in date circostanze, di compiere specifiche elaborazioni mentali atte a produrre risultati originali. Possono rientrare in questo ambito le visioni secondo cui il pensiero dell’individuo creativo sarebbe contraddistinto principalmente da fluidità di idee, flessibilità, originalità, aspetti della mente virtualmente idonei a garantire un’elevata probabilità di reperire idee inusuali e utili.
Un particolare processo implicato nel pensiero creativo è la ristrutturazione: la soluzione creativa di un problema risiede nel considerare il problema stesso da un differente punto di vista in modo che emergano nuove relazioni. Possono essere collocate in quest’ambito le concezioni secondo le quali la creatività compie associazioni/accostamenti insoliti di idee e risulterebbe effettuare operazioni quali il ricombinare esperienze precedenti o l’individuare aspetti comuni in realtà diverse.
A seguito elenco alcuni termini utili al processo creativo:
• Fluidità di nuove idee a partire da una situazione data o in riferimento un problema.
• Flessibilità: passare agilmente da una categoria di idee a un’altra, cambiando strategia ideativa modificando il flusso di pensiero.
• Originalità per trovare risposte insolite o uniche poco frequenti, seppur coerenti con la situazione stimolo, all’interno di un ampio campione di risposte prodotte.
• Associazioni: mettere insieme idee, concetti, in modo da dare origine a idee e concetti nuovi.
• Ristrutturazione per cogliere la struttura della situazione data, di elementi costitutivi e le loro relazioni per riorganizzarli in modo diverso.
Il contesto ludico grazie alla sua finalità (divertimento) permette di sviluppare le capacità creative, legate all’autoefficacia e all’autostima.
In un contesto istituzionale come la scuola, la creatività prende forma spesso nei laboratori che essendo più slegati dagli obblighi della programmazione didattica, sono costruiti per permettere ai bambini di imparare a gestire i problemi e i cambiamenti in modi innovativi.


DIDATTICA DELLE SCIENZE
La scienza fornisce agli studenti gli strumenti per comprendere meglio il mondo che li circonda. Incoraggia la curiosità e lo spirito critico. Sottolinea la relazione tra l’uomo e la natura e ci ricorda che le risorse naturali non sono illimitate. La scienza fa anche parte integrante del mondo attuale: siamo circondati dai suoi prodotti, dai lettori MP3 agli strumenti medici passando dai computer nascosti nelle nostre macchine. Dipendiamo sempre più dalla scienza. Ascoltiamo gli “esperti” che ci consigliano su argomenti di interesse generale come il cambiamento climatico o gli OGM negli alimenti. Traggono la loro esperienza dalla scienza. Se dobbiamo apprezzare quello che ci dicono e comprendere il loro ragionamento, abbiamo bisogno di una «cultura scientifica»: dobbiamo essere in grado di valutare quello che ci viene detto.
Il mio obiettivo è affiancare gli insegnanti nella valutazione di quei valori che reputo fondamentali per un buon educatore (intelligenza, volontà, sensibilità, modestia) e delle qualità che accompagnano la motivazione ad ogni intervento educativo, degli ideali che danno senso all'approccio didattico, quello stesso che trasforma un'aula scolastica d'inizio anno in una colorata stanza del sapere, fatta di attese e di sogni, di crescita. 

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