sabato 20 luglio 2019

La terza Cultura. Oltre la rivoluzione scientifica, di JOHN BROCKMAN - RECENSIONE




La terza cultura, volume curato da John Brockman, pubblicato e tradotto in italiano nel 1995, è depositario di una proposta andatasi gradatamente affermando ed oggi sostenuta da più autori e a diverso titolo, fino ad esercitare sulla cultura scientifica e non un’influenza che impone un’attenta riflessione. Il volume può sembrare a prima vista un libro di divulgazione scientifica, ma in realtà contiene una proposta di largo respiro: l’opera mira a coinvolgere gli scienziati in prima persona e si rivolge al grande pubblico, recando profonde implicazioni sul piano filosofico, religioso e culturale, che di conseguenza si estendono anche al piano sociale, economico e politico. L’Autore, John Brockman, noto agente letterario americano di molti illustri scienziati (tra cui alcuni premi Nobel), è presidente della Edge Foundation (www.edge.org), sorta per promuovere il “Progetto della terza cultura”, ideato da Brockman stesso e di cui questo libro costituisce l’avvio. Negli anni Sessanta Brockman aveva collaborato con Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg e Andy Warhol; nel 1981 ha fondato il Reality Club, che organizza periodicamente incontri tra artisti, scienziati, politici e uomini d'affari. È autore di una ventina di libri (alcuni tradotti in italiano), tra cui: By the Late John Brockman (1969), Einstein, Gertrude Stein. Wittgenstein & Frankenstein (Garzanti, 1988), Digerati (Garzanti, 1997) Le più grandi invenzioni degli ultimi due millenni (Garzanti, 2000) e I nuovi umanisti (Garzanti, 2005).

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1° sezione: “L’idea evoluzionistica”, con contributi di G. Williams, “Un pacchetto d’informazioni”; S. J. Gould, “Il modello della storia della vita”; R. Dawkins, “Una macchina per la sopravvivenza”; B. Goodwin “La biologia non è altro che una danza”; S. Jones, “Perché esiste tanta diversità genetica”; N. Elderedge, “Una battaglia di parole”; L. Margulis, “Gaia è un osso duro”.
2° sezione: “La mente è un bricolage” comprende saggi di M. Minski, “Macchine intelligenti”; R. Shank, “L’informazione uguale sorpresa”; D. Dennett, “Le pompe dell’intuizione”; N. Humphrey, “Il movimento denso”; F. Varela  “Il se emergente”; S. Pinker, “Il linguaggio è un istinto umano non computabile”; R. Penrose, “La coscienza è fatta d’ingredienti non computabili”.
3° sezione: “Il problema delle origini”, con gli articoli di M. Rees, “Un insieme di universi”; A. Guth, “Un universo nel cortile”; L. Smolin, “Una teoria generale dell’universo”; P. Davies, “La via sintetica”.
4° sezione: “L’algoritmo di Darwin”, comprendente i saggi di M. Gell-Mann, “Plectis2”; S. Kauffman, “L’ordine gratuito”; C.G. Langton, “Un modello dinamico”; J. Doyne Farmer, “La seconda legge sull’organizzazione”.
5° sezione: “Qualcosa che va al di là di noi stessi”, che presenta soltanto  l’articolo di W.D. Hillis, “Vicini alla singolarità”.
Completa il volume la bibliografia, suddivisa in cinque parti corrispondenti alle cinque sezioni in cui è organizzato il libro, i ringraziamenti e l’indice analitico (nell’edizione italiana non è presente un indice generale).
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CHE COSA E' LA TERZA CULTURA:
La definizione che Brockman dà nelle prime righe dell’introduzione è che «per terza cultura s'intende l’attività di quegli scienziati che sanno dire cose nuove e interessanti sul mondo e su noi stessi: che le sanno raccontare a un pubblico vasto, diffondendo la conoscenza oltre i confini angusti dell’accademia» (p. 7).