lunedì 11 novembre 2019

BIOECONOMIA, un futuro sereno

LA SCUOLA DEL SAPERE

La bioeconomia è l’economia dell'utilizzazione sostenibile di risorse naturali rinnovabili e sulla loro trasformazione in beni e servizi finali o intermedi (European Commission). 

Comprende non solo settori tradizionali come l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura e la selvicoltura, ma anche settori economici più moderni come quelli delle biotecnologie e delle bioenergie. Nel complesso, già nel 2009 la bioeconomia in Europa totalizzava un valore aggiunto di oltre 1.000 miliardi di euro, un giro d’affari di oltre 2.000 miliardi di euro e circa 21,5 milioni di occupati (Clever Consult, 2010).
Le prospettive di un’ulteriore crescita sono ancora più promettenti: secondo uno studio dell’Ocse (Oecd, 2009) si stima che nel 2030 nei paesi sviluppati le biotecnologie rappresenteranno il 35% dei prodotti chimici e industriali, l’80% dei prodotti farmaceutici e per la diagnostica e il 50% dei prodotti agricoli.
La bioeconomia, grazie al suo enorme potenziale innovativo, può essere una risposta a gran parte delle sfide globali che dovremo affrontare nei prossimi anni, dal risanamento ambientale, ai problemi del cambiamento climatico, all’invenzione di nuovi medicinali, alla necessità di sfamare un mondo in cui i fabbisogni alimentari aumenteranno del 70% da qui al 2050. 
In estrema sintesi, sebbene la bioeconomia non possa essere considerata la panacea di tutti i mali, almeno sembra possedere alcune carte da giocare per assicurare la sostenibilità ambientale ed economica delle nostre società.

Il team dell'UE sta procedendo a una trasformazione guidata dal cittadino del sistema alimentare europeo.

LA SCUOLA DEL SAPERE

A partire dal 1 ° gennaio 2020, il progetto FoodSHIFT2030 applicherà un meccanismo innovativo per la maturazione, la combinazione, il potenziamento e la moltiplicazione delle innovazioni del sistema alimentare sostenibile.

La transizione guidata dai cittadini includerà un passaggio a meno carne e più diete a base vegetale e sarà avviato nei FoodSHIFT Accelerator Labs in nove città:
Atene, Avignone, Barcellona, Bari, Brasov, Berlino, Copenaghen, Ostenda e Breslavia. 
Il consorzio del progetto, guidato dall'Università di Copenaghen, comprende città, aziende, università e istituti di ricerca di 12 paesi.

FoodSHIFT2020 è coordinato dall'Università di Copenaghen e riceverà 7,5 milioni di euro dal programma UE Orizzonte 2020.

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