mercoledì 6 novembre 2019

L'importanza degli acritarchi




Il termine acritarchi deriva dal greco ákritos che significa acritico (nel senso di confuso), e arch che significa arcaico, antico.
Gli acritarchi sono microfossili unicellulari eterogenei e molto interessanti, perchè hanno permesso di retrodatare l'origine della cellula eucariotica e perchè dimostrano la grande complessità di organismi unicellulari così antichi.
Spesso sono caratterizzati infatti da complesse ornamentazioni e da lunghi processi della parete cellulare. Fossili ben preservati sono stati scoperti presso la Roper Formation australiana, descritti da Javaux et al. (2001, 2003), risalenti a 1,5 miliardi di anni fa.
Alcuni sono stati rinvenuti in rocce sedimentarie di un antico ambiente di transizione; si tratta di microfossili di 160 micro, dalla forma oblunga e con processi cilindrici della parete cellulare. Altre abbondanti testimonianze fossili arrivano dalla Changzhougou Formation, nel nord della Cina. Dal Ruyang Group, giungono due gruppi di acritarchi, Tappania e Shuiyousphaeridium.
Secondo Meng et al. (2005), Shuiyousphaeridium sarebbe un antico progenitore degli attuali dinoflagellati. Evitt ipotizzò gia nel 1961 che gli acritarchi fossero tutti antichi progenotori dei dinoflagellati. Attualmente molti autori pensano possa trattarsi di forme di incistamento di antichi protisti, anche se non mancano ipotesi interessanti che accostano gli acritarchi a forme pluricellulari di alghe verdi fotosintetiche (Butterfield, 2004; Stanevich et al., 2007).

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