sabato 2 novembre 2019

SIAMO SOLI NELL'UNIVERSO? SEMBRA PROPRIO DI NO! OPPURE SI!

È praticamente ovvio che esistano altre forme di vita. Lo dice uno studio pubblicato su Astrobiology e che prova a ridisegnare i limiti all’unicum di una civiltà sviluppata come quella umana all’interno della Galassia e dell’Universo. Risultato: è già accaduto miliardi di volte
  Nel 1961, l'astrofisico Frank Drake ha sviluppato un'equazione per calcolare il numero di civiltà extraterrestri all'interno della Via Lattea. Crediti: University of Rochester.

Nel 1961, l’astrofisico Frank Drake ha sviluppato un’equazione per calcolare il numero di civiltà extraterrestri all’interno della Via Lattea. Crediti: University of Rochester.
Siamo soli in questo Universo? Esiste vita intelligente, una civiltà tecnologicamente progredita all’interno della nostra Galassia? C’è qualcuno là fuori? Domande che l’uomo si porta dietro da secoli e che da almeno una cinquantina d’anni sono uscite dallo stretto ambito filosofico per essere affrontate dalla scienza (vedi MediaINAF). 
Ci ha provato l’astrofisico Frank Drake, nel 1961, con un’equazione buona per stimare almeno grossolanamente il numero di civiltà avanzate che potrebbero esistere nella Via Lattea. Troppo laschi però quei parametri per tirar fuori qualche dato attendibile. Variabili indefinibili. Risposte troppo vaghe.
Ci riprova oggi un gruppo di scienziati delle Università di Rochester e Washington, firmatari di un’interessante studio appena pubblicato su Astrobiology: le recenti scoperte di pianeti extrasolari e un approccio più ampio alle domande inizialmente poste dall’equazione di Drake potrebbero darci qualche ragione in più per essere ottimisti o pessimisti riguardo alla possibilità di scovare una qualche forma di intelligenza extraterrestre nel vicino Universo.
A meno che le probabilità di sviluppo di una forma di vita intelligente su un lontano esopianeta abitabile debbano per qualche ragione essere calcolate come prossime allo zero, allora non c’è ragione di pensare che il genere umano sia un unicum irripetibile.
INVECE tre ricercatori di Oxford provano a rispondere al Paradosso di Fermi: in base a ciò che sappiamo oggi sull’Universo è più probabile che l’umanità sia l’unica intelligenza della nostra Galassia. Dove sono tutti? Perché non abbiamo ancora trovato tracce di altre civiltà nell’Universo? Data l’immensità dello Spazio è ragionevole pensare che non siamo soli, eppure da decenni cerchiamo tracce di intelligenza extraterrestre senza successo. A sciogliere la domanda “dove sono tutti?” – sintesi estrema del paradosso di Fermi – ci si prova da tempo, adducendo motivazioni di vario tipo (ci sono bassissime probabilità che si sviluppi la vita, le civiltà intelligenti hanno breve durata, etc), ma il dibattito è ancora vivo. Gli ultimi a provare a rispondere al Paradosso di Fermi sono Anders Sanberg, Eric Drexler e Tod Ord dell’Università di Oxford, che hanno reso pubblico su ArXiv uno studio in cui affermano che, alla luce delle nostre conoscenze attuali, la probabilità che l’umanità sia sola è abbastanza elevata.

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