lunedì 20 gennaio 2020

Hokusai Hiroshige Hasui, Viaggio nel Giappone che cambia

E' una mostra visibile sino al 16 febbraio 2020 negli spazi della Pinacoteca Agnelli, a Torino, dedicata a alcuni dei più grandi maestri giapponesi della silografia policroma e all’evoluzione del concetto del paesaggio nella cultura figurativa nipponica.


la scuola del sapere
Katsushika Hokusai Ariwara no Narihira ason (Ariwara no Narihira ason) Serie: Cento poesie per cento poeti in racconti illustrati della balia (Hyakunin isshu uba ga etoki), 1835-1836 ōban

La produzione di immagini del Mondo Fluttuante (ukiyoe), un genere artistico che si sviluppò a partire dal XVII secolo, ha riguardato moltissimi artisti che attraverso pitture su rotoli, paraventi e soprattutto stampe, accompagnarono queste immagini souvenir alla massima fioritura nei primi decenni dell’Ottocento. Hokusai è uno dei più raffinati rappresentanti della visione estetica dell’ukiyoe. Seppe rappresentare con forza, drammaticità e sinteticità i luoghi e i volti, oltre che il carattere e le credenze della società del suo tempo. Nei suoi dipinti su rotolo, ma soprattutto nelle sue silografie policrome, l’artista ha saputo interpretare in modo nuovo il mondo in cui viveva, con linee libere e veloci, un uso sapiente del colore e in particolare del blu di Prussia, da poco importato in Giappone, traendo spunto sia dalla pittura tradizionale autoctona sia dalle tecniche dell’arte occidentale.

Più giovane di circa vent’anni rispetto a Hokusai, Hiroshige divenne un nome celebre della pittura ukiyoe poco dopo l’uscita delle Trentasei vedute del monte Fuji del maestro grazie a una serie, nello stesso formato orizzontale, che illustrava la grande via che collegava Edo (l’antico nome di Tokyo) a Kyoto. Si tratta delle Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō, conosciute come “Hōeidō Tōkaidō” dal nome dell’editore che lanciò verso il successo Hiroshige. Da allora l’artista lavorò ripetutamente su questo stesso soggetto, producendo decine di serie diverse fino agli anni Cinquanta. La qualità delle illustrazioni di paesaggio e vedute del Giappone, la ricchezza degli elementi stagionali e atmosferici – nevi, piogge, nebbie, chiarori di luna – che Hiroshige seppe descrivere facendoli percepire in modo quasi sensoriale, gli valsero il titolo di “maestro della pioggia e della neve”. 

I paesaggi rappresentati da Hasui riprendono solo in parte quelli già resi celebri dalla tradizione dell’ukiyoe (meisho), prediligendo invece luoghi poco conosciuti del Giappone tradizionale e rurale, che andavano svelando un’anima nuova del Giappone. L’artista concilia i soggetti e le tecniche dell’arte giapponese tradizionale con le tecniche del realismo occidentale, come la prospettiva e il chiaroscuro in una nuova tendenza definita come shin hanga, stampe nuove, o moderne. Combina la sensibilità atmosferica, tipicamente giapponese, con lo studio della luce: riprende le diverse condizioni meteorologiche e i diversi momenti della giornata, le scene notturne, gli effetti della pioggia, della nebbia e della neve (similmente a Hiroshige) per esprimere gli stati d’animo dell’uomo moderno alla ricerca del Giappone autentico.

Per approfondire: