>>>> “Non considerare mai lo studio come un obbligo, ma come un'opportunità per penetrare nel bello e meraviglioso mondo del sapere”.
Albert Einstein
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martedì 9 giugno 2020

STRUTTURE VIRALI

Segnalo un interessante articolo inerente alle strutture virali, che consiglio di leggere per comprendere meglio le caratteristiche del virus che ultimamente ha mutato il nostro ritmo di vita.


virus sono entità biologiche visibili solo al microscopio elettronico e presentano una struttura molto semplice. Svariate ipotesi sulla loro origine inducono a pensare che l’esistenza dei virus sia partita da una “fuga” di materiale genetico, mediante elementi trasponbili. Definiti microrganismi acellulari (figura 1), non sono inclusi in nessun dominio degli organismi viventi. Tali entità sono parassiti endocellulari obbligati, poichè necessitano del corredo enzimatico della cellula infettata per riprodursi, non possedendo enzimi per la sintesi proteica e per la produzione di ATP.

giovedì 4 giugno 2020

Non perderti la diretta di Wired Health! 4 GIUGNO ORE 13 e 30 e 5 giugno ore 10.00


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https://health2020.wired.it/programma/





martedì 2 giugno 2020

DESCRIZIONE DELLE FASI PANDEMICHE E PRINCIPALI AZIONI FASE PER FASE


la scuola del sapere


Anche la pandemia ha un suo andamento: dalla dichiarazione dell’inizio di un’ondata pandemica fino al picco e alla decelerazione, per poi prepararsi a una futura ondata. Sono queste le fasi che è necessario affrontare ogni volta che un’epidemia si diffonde a livello globale.

Dalla fine del 2003, da quando cioè i focolai di influenza aviaria da virus A/H5N1 sono divenuti endemici nei volatili nell’area estremo orientale, ed il virus ha causato infezioni gravi anche negli uomini, è diventato più concreto e persistente il rischio di una pandemia influenzale. Per questo motivo l’OMS ha raccomandato a tutti i Paesi di mettere a punto un Piano Pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo linee guida concordate. Il presente Piano, stilato secondo le indicazioni dell’OMS del 2005, aggiorna e sostituisce il precedente Piano Italiano Multifase per una Pandemia Influenzale, pubblicato nel 2002. 

Esso rappresenta il riferimento nazionale in base al quale saranno messi a punto i Piani operativi regionali. Il Piano si sviluppa secondo le sei fasi pandemiche dichiarate dall’OMS, prevedendo per ogni fase e livello, obiettivi ed azioni. Molte delle azioni individuate sono già state realizzate man mano che la situazione epidemiologica lo ha richiesto. Le linee guida nazionali per la conduzione delle ulteriori azioni previste saranno emanate, a cura del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM), come allegati tecnici al Piano e saranno periodicamente aggiornate ed integrate. 

Il Piano si sviluppa secondo le sei fasi pandemiche dichiarate dall’OMS, prevedendo, per ogni fase, obiettivi, azioni ed attori. 

Periodo Pandemico Fase 6. 
Aumentata e prolungata trasmissione nella popolazione in generale. 
Livello 0: assenza di casi nella popolazione nazionale 
Livello 1: presenza di casi nella Nazione o presenza di intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi dove la pandemia è in atto 
Livello 2: fase di decremento 
Livello 3: nuova ondata 

Per approfondire:

https://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/pdf/tabella_Oms_def.pdf

PIANO NAZIONALE DI PREPARAZIONE E RISPOSTA AD UNA PANDEMIA INFLUENZALE

Qual è la differenza fra epidemia e pandemia?

martedì 19 maggio 2020

Coronavirus, nel mondo almeno 118 vaccini in fase di test

la scuola del sapere


I test della fase 1, condotti su otto volontari di età compresa fra 18 e 55 anni, indicano che le persone vaccinate hanno sviluppato livelli di anticorpi uguali o superiori a quelli riscontrati nei pazienti guariti dalla Covid-19. Il vaccino, chiamato mRNA-1273 dimostra al momento anche di essere sicuro e ben tollerato. Via libera, quindi al prossimo passo della sperimentazione, ossia la fase 2, che l'azienda intende avviare subito per poter iniziare in luglio la fase 3, che coinvolgerà un grande numero di individui per fare le risposte sull'efficacia del vaccino. (fonte https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2020/05/19/nel-mondo-almeno-118-vaccini-in-fase-di-test_843d68cf-3541-4d82-9e13-696265e0f247.html)

                                                                     &&&&&

VERSO LA SCOPERTA DEI MICROBI E LA LOTTA PER COMBATTERLI 

I cacciatori di microbi è un saggio di divulgazione scientifica scritto dal batteriologo statunitense Paul de Kruif (1890-1971) pubblicato nel 1926. È composto di undici capitoli, ciascuno dedicato ad uno scienziati distintosi nella ricerca in microbiologia o nella lotta contro le malattie infettive.

Louis Pasteur (Dole, 27 dicembre 1822 – Marnes-la-Coquette, 28 settembre 1895) è stato un chimico e microbiologo francese.

Grazie alle sue scoperte e alla sua attività di ricerca è universalmente considerato il fondatore della moderna microbiologia. Ha inoltre operato nel campo della chimica, e di lui si ricorda la teoria sull’enantiomeria dei cristalli. Occasionalmente si occupò anche di fisica.

È significativo rilevare che tutte le grandi scoperte dello scienziato francese vennero realizzate affrontando i problemi più gravi, a metà dell’Ottocento, dell’agricoltura, dell’industria agraria, dell’allevamento. La successione delle stesse scoperte corrisponde ad una successione di studi su problemi agricoli, agroindustriali, veterinari:

anomalie della fermentazione della birra (1854);
fermentazione del vino e dell’aceto (1861-62);
pastorizzazione (1862);
alterazioni del vino di origine fungina o batterica (1863-64);
malattie del baco da seta (1865-70);
colera dei polli (1880);
carbonchio di bovini, ovini, equini (1881);
rabbia silvestre e sieroterapia.

Il 1882 fu per Pasteur un anno molto interessante in quanto continuavano a sorgere dispute con altri scienziati su argomenti che sembravano ormai indiscutibili. La rivista dei lavori dell’Ufficio sanitario tedesco aveva condotto, sotto la direzione di Robert Koch, una vera campagna contro Pasteur, negando l’influenza preservatrice della vaccinazione. Pasteur chiese allora che fossero fatti degli esperimenti davanti a una commissione nominata dal governo tedesco. Il ministro dell’agricoltura, del demanio e delle foreste la costituì. Dopo il congresso, tutti i membri dell’assemblea che non condividevano le sue opinioni dovettero ricredersi; questo fatto però non arrestò gli attacchi di Koch, che continuava a misconoscere la scoperta di Pasteur sull’ufficio dei vermi di terra nell’eziologia del carbonchio.



mercoledì 13 maggio 2020

RAPPORTO PROFETICO SULLA MINACCIA DI PANDEMIA



la scuola del sapere


"Le pandemie sono autentiche minacce per l'umanità" . Elhadj As Sy
 Un rapporto, spiega Foreign Policy, realizzato da un gruppo indipendente, il Global Preparedness Monitoring Board (Gpmb), riunitosi nel 2018 su richiesta dell'ufficio del segretario generale delle Nazioni Unite e convocato congiuntamente dalla Banca mondiale e dall'Organizzazione mondiale della sanità. Copresieduto dall'ex capo dell'Oms e dall'ex primo ministro norvegese Gro Harlem Brundtland e dal capo della Croce Rossa internazionale, Elhadj As Sy, il Gpmb parlava dei rischi di un'imminente pandemia globale e di come il mondo fosse completamente impreparato a uno scenario di questo tipo. 

"La preparazione è ostacolata dalla mancanza di una volontà politica costante a tutti i livelli", spiega il rapporto. "Sebbene i leader nazionali rispondano alle crisi sanitarie quando la paura e il panico crescono, la maggior parte dei Paesi non dedica l'energia e le risorse costanti necessarie per evitare che i focolai si trasformino in disastri". (fonte https://www.ilgiornale.it/news/mondo/coronavirus-rapporto-profetico-sulla-minaccia-pandemia-1837685.html)

GVP SEGNA L'INIZIO DELLA FINE DELL'ERA PANDEMICA

Il Global Virome Project (GVP) è un'iniziativa scientifica collaborativa che mira a scoprire virus non ancora noti, per capire sconosciute minacce virali zoonotiche e fermare le future pandemie. Esistino ancora 1,67 milioni di virus sconosciuti





La missione è sviluppare una partnership di rete innovativa tra organizzazioni pubbliche, private, filantropiche e civili per rilevare la maggior parte delle minacce virali sconosciute del nostro pianeta alla salute umana e alla sicurezza alimentare entro 10 anni per preparare e fermare le future epidemie

CONTINUA A LEGGERE SUL SITO INTERESSANTE

dova potrai trovare i seguenti articoli:
  • L'UOMO CHE HA VISTO LA PANDEMIA IN ARRIVO
  • I RICERCATORI DI CORONAVIRUS STANNO UTILIZZANDO METODI AD ALTA TECNOLOGIA
  • e altri....

domenica 22 marzo 2020

VIRUS: stadi di sviluppo

LA SCUOLA DEL SAPERE


Il termine virus (dal latino virus, "veleno") indicava originariamente la sostanza nociva (tossina) responsabile di una malattia oppure il microrganismo produttore della stessa.

Attualmente è usato esclusivamente per designare una classe di organismi, di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche, incapaci di un metabolismo autonomo e perciò caratterizzati dalla vita parassitaria endocellulare obbligata. 

Quando un virus riesce a penetrare all'interno di una cellula con la quale è venuto in contatto, il suo genoma si replica e viene tradotto all'interno della cellula ospite obbligandola alla sintesi di proteine virali e quindi alla replicazione del virus. Il genoma virale può essere costituito da DNA o da RNA, cosicché si distinguono virus a DNA, o Desossivirus, e virus a RNA, o Ribovirus.


ll genoma virale, una volta introdotto nella cellula ospite, assume il controllo dell'apparato proteosintetico inducendolo a produrre separatamente i vari costituenti virali, che si riuniscono successivamente per formare le particelle virali di progenie. I virus possiedono tutte le caratteristiche vitali, cioè un codice genetico e la capacità di esprimerlo e di trasmetterlo alla discendenza, e si differenziano dagli altri microrganismi sia per le dimensioni estremamente ridotte e per le caratteristiche di parassiti endocellulari, sia soprattutto per un peculiare meccanismo di replicazione che prevede la sintesi separata dei vari costituenti virali e il successivo assemblaggio nelle particelle mature (virioni).


I virus dipendono per la replicazione dalla cellula ospite: la loro comparsa sulla Terra, pertanto, deve necessariamente essere stata successiva a quella delle cellule.

sabato 14 marzo 2020

Festival della scienza ai tempi del coronavirus: dura 10 giorni


la scuola del sapere


Si parte sabato 14 marzo, il giorno del pigreco. Si chiama “Science Web Festival”, sarà tutto dedicato alla scienza e si svolgerà interamente online. L’obiettivo è quello di unirsi virtualmente attorno a contenuti culturali e didattici in un momento in cui l’emergenza per l’epidemia da Sars-Cov-2 ci costringe a restare separati. Ne parliamo con l’ideatore, il trentaseienne barese Alessio Perniola

Science Web Festival sarà un festival scientifico di dieci giorni svolto in modalità completamente virtuale sfruttando le maggiori piattaforme social: si svolgerà su una pagina Facebook, un profilo Instagram e un canale Youtube. I divulgatori si alterneranno per produrre contenuti da regalare a studenti e appassionati di tutte le età, a chi magari in questi giorni è costretto alla quarantena o all’isolamento. Ogni giorno ci sarà un fitto programma di video, dirette streaming, presentazioni di libri e laboratori scientifici online grazie ai quali chiunque potrà foraggiare la propria passione e la propria sete di conoscenza, passando del tempo in allegria e ricaricandosi in giorni in cui la preoccupazione rischia di prendere il sopravvento. fonte: https://www.media.inaf.it/2020/03/10/science-web-festival/

giovedì 5 marzo 2020

Alcuni libri che parlano della presenza dei virus nella storia dell'umanità



Ecco un interessante articolo pubblicato su Wired, che invito a leggere, che propone una bibliografia inerente alle situazioni epidemiche dell'umanità nella storia.

L’allarmismo e le precauzioni di questi giorni di fronte al cosiddetto coronavirus o 2019-nCov che sta allertando il mondo intero sono anche uno spunto per ragionare sul ruolo che virus, epidemie e pandemie hanno assunto nella storia umanai. In particolare, alcuni saggi servono a raccontare questa presenza così ingombrante, che ridefinisce non solo il nostro concetto di salute e sicurezza pubblica, ma soprattutto, relativizzandola, la nostra relazione con gli altri animali. Se la storia ha affrontato una quantità indescrivibile di pesti celeberrime (Ebola, Sars, etc.), oggi le pandemie ci dicono qualcosa sul nostro essere umani in un mondo che abbiamo profondamente modificato e portato quasi all’estinzione di massa la realtà viva che ci circonda.
la scuola derl sapere

Il primo libro che viene sicuramente in mente è l’avvincente e terribile Spillover di David Quammen, pubblicato in Italia da Adelphi. Bestseller sul tema, viaggia in compagnia di veri e propri cacciatori di virus alla scoperta di animali (gorilla, pipistrelli, ratti, uccelli, zanzare…) che potrebbero diffondere nuove pandemie come Ebola o Sars, tra il Congo, la Malesia. Partendo dallo studio dello spillover (ovvero il momento di traboccamento o di passaggio dall’animale a un’altra specie, tra i quali l’uomo) di Hendra – un virus che attaccò i cavalli australiani e poi l’uomo – l’autore ci porta piacevolmente alla scoperta di altri casi e aneddoti, settime piaghe e pesti in piccola scala, alcune veramente straordinarie e avvincenti. Il saggio di Quammen più che alimentare una paranoia informata sul possibile contagio da e verso ogni specie dichiara due cose apparentemente banali, ma illuminanti: primo, che nell’esperienza del contagio noi umani riscopriamo il nostro essere animali – ovvero anche l’essere possibili agenti patogeni, non solo venirne colpiti – secondo, che anche per colpa della nostra azione di devastazione ambientale (che non è certo cosa recente) favoriamo la diffusione di nuovi virus in maniera esponenziale.

domenica 1 marzo 2020

I VIRUS NELLA STORIA

Propongo un'interessante excursus storico inerente alle malattie generate da virus, tratte da
VIROLOGIA  , che invito a consultare.

Si inizia da un periodo A.C.:
Poliomielite – Stele Egizia, Diciottesima dinastia (1580–1350 A.C.) 

la scuola del sapere

Vaiolo – Disegno azteco (Sedicesimo secolo
Il Faraone Ramsete V muore di vaiolo nel 1157 A.C.

e si arriva al 1800 e a seguire:
1892. Ivanowski e Beijerinck scoprono il virus del mosaico del tabacco trasmettendolo attraverso materiale non eliminato dai filtri per batteri

1901. Walter Reed (medico militare US, guerra a Cuba fra US e Spagna) dimostra che la febbre gialla è causata da un virus trasmesso dalle zanzare – Esperimenti su volontari, si studia la trasmissione mediante (i) aria e indumenti, (ii) zanzare, (iii) trasfusione di sangue – Il primo esperimento con il consenso informato – I volontari sapevano che avrebbero potuto morire, incentivo $100 all’inoculo e altri $100 se si ammalavano…

1908. Landsteiner e Popper provano che la poliomielite è causata da un virus – Prima dimostrazione che uno stesso virus può infettare uomo e animali (scimmia)

1911: Peyton Rous dimostra che un virus (Rous sarcoma virus) provoca il cancro nei polli (Premio Nobel, 1966)

1918-19. Un nuovo ceppo di virus influenzale (H1N1) uccide >50 milioni di persone

1917: Felix d'Herelle scopre i batteriofagi

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batteriofago -wikipedia

1935: Wendell Stanley cristallizza il virus del mosaico del tabacco (TMV) e dimostra che rimane infettivo in questa forma (Premio Nobel, 1946)


mercoledì 26 febbraio 2020

STORIA DELLA VIROLOGIA

La virologia è la disciplina biologica che ha come oggetto lo studio dei virus. Come per le altre scienze, il suo sviluppo non è avvenuto lungo una direttiva precisa ma per un lento accumulo di conoscenze empiriche.
La storia e l'evoluzione del genere umano sono strettamente connesse con la storia delle malattie infettive. Lo sviluppo e la propagazione di alcune infezioni ha uno addirittura causato il crollo di imperi secolari. Le prime notizie sulle malattie contagiose si trovano nella Bibbia, che testimonia il terrore e la morte che esse provocarono tra gli Egizi nel 1320 a.C. In molti grandi romanzi si trovano riferimenti alle epidemie: dal celebre "dagli all'untore" nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni (venivano chiamati untori coloro che si pensava diffondessero volontariamente la malattia spargendo particolari unguenti malefici); ai versi di Petrarca che narrano il dolore per la scomparsa, nell'epidemia del 14° secolo, dell'amata Laura, la figura femminile ispiratrice dei suoi canti; al significato di 'male' assoluto che l'epidemia assume in La peste di Albert Camus, pubblicato nel 1948.Nel 1886 il chimico agrario tedesco A. Mayer dimostrò la trasmissibilità di una malattia della pianta del tabacco caratterizzata dalla particolare distribuzione a mosaico di aree verde scuro e verde chiaro nelle foglie infette. Nel 1898 il botanico olandese M. Beijerinck dimostrò che alcune infezioni potevano essere prodotte da entità più piccole e più semplici dei batteri. Da allora la parola virus, che in latino significa melma, fetore, veleno, fu impiegata per indicare quegli agenti infettivi che, per la loro piccolezza, non potevano essere osservati al microscopio ottico e che oltrepassavano i filtri capaci di trattenere i batteri. Nel 1898 la scoperta della filtrabilità dei virus. fu confermata per un virus. degli animali, quello dell’afta epizootica del vitello, autonomamente da due ricercatori, F. Loeffler e P. Frosch, e nel 1901 da W. Reed per un virus. umano, l’agente della febbre gialla, trasmesso all’Uomo dalla puntura di alcune zanzare (Aedes aegypti).V. Ellerman e O. Bang nel 1908 in Danimarca dimostrarono la trasmissibilità della leucemia aviaria, e P. Rous nel 1911 negli USA dimostrò l’origine virale del sarcoma dei polli. Nel 1915 F. Twort e, indipendentemente, nel 1917 F. D’Hérelle individuarono virus capaci di infettare i batteri, i batteriofagi. Nel 1923 W. Harvey e H. Acton allestirono tecniche quantitative per lo studio sperimentale di virus. in animali da esperimento. Tuttavia solo nel 1930 si riuscì ad avere l’impiego sistematico dei topi nella titolazione del virus della rabbia (A. Hoyot) e della febbre gialla (M. Theiler). Metodi di saggio per l’infettività di v. vegetali furono messi a punto da F. Holmes nel 1929 e da G. Samuel e J. Bald nel 1933.La coltura su larga scala dei v. si ottenne solo dopo l’introduzione delle colture in vitro di tessuti di mammiferi (H. Maitland e M. Maitland, 1928) e delle uova fecondate di pollo (A. Woodruff e E. Goodpasture, 1930). Nel 1933 M. Schlesinger dimostrò che un batteriofago era costituito da DNA e proteine. W. Stanley dimostrò nel 1935 che il v. del mosaico del tabacco purificato cristallizzava come una comune proteina e che i cristalli ridisciolti erano capaci di iniziare un nuovo ciclo di infezione. Le importanti ricerche sui batteriofagi eseguite fra il 1945 e il 1960 da S. Luria, A. D. Hershey, A. Lwoff e da molti altri ricercatori, fecero della virologia una scienza quantitativa e fornirono le basi per le ricerche di biologia molecolare e di ingegneria genetica. Nel 1956 J. Watson e F. Crick contribuirono a dare una più precisa e moderna definizione di tali microrganismi: i virus costituiscono un gruppo di parassiti cellulari obbligati, definiti come organizzazioni biologiche caratterizzate da un livello subcellulare di strutturazione, in quanto costituiti essenzialmente da acido nucleico (RNA o DNA) racchiuso in un contenitore di natura proteica con la duplice funzione di proteggere il materiale genetico quando il virus si trova in ambiente extracellulare e di mediarne la penetrazione intracellulare interagendo con la superficie delle cellule ospiti. Il virus. dell’epatite A è stato isolato da S. Krugman nel 1960 e, nel 1963, con la scoperta dell’antigene Australia di B. Blunberg, è stato individuato il virus dell’epatite B. Nel 1977 M. Rizzetto ha chiarito l’eziologia dell’epatite D, nel 1989 M. Houghton quella dell’epatite C e D. Bradley dell’epatite E.Fra gli anni 1980 e 1990 sono stati caratterizzati gli oncogeni a opera di J. Bishop e R. Weinberg e isolati, da parte dei gruppi di ricerca di R. Gallo negli USA e di L. Montagnier in Francia, due retrovirus umani che causano patologie leucemiche e neurologiche (HTLV, v. umani linfotropi per le cellule T, I e II) e altri due retrovirus responsabili della sindrome immunodepressiva, nota come sindrome da immunodeficienza acquisita, AIDS (HIV, v. dell’immunodeficienza umana, tipo 1 e 2).Oggi la medicina possiede due armi che hanno profondamente modificato l'impatto delle malattie infettive sulla popolazione mondiale e diminuito il rischio di epidemie: la prevenzione (o profilassi) e gli antibiotici.La prevenzione consiste in un insieme di norme igieniche adottate per impedire le malattie ed evitare la loro propagazione. Le regole per la prevenzione sono stabilite da leggi dello Stato; in casi particolari di malattie molto contagiose e pericolose (come peste, lebbra, tubercolosi, alcuni tipi di polmonite) valgono i provvedimenti internazionali regolamentati dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS, che ha sede a Ginevra). Per prevenire le malattie infettive bisogna seguire quelle pratiche igienico-sanitarie che servono a eliminare l'agente infettante e i suoi vettori dall'ambiente: disinfezione, sterilizzazione e disinfestazione. Inoltre le malattie infettive devono essere denunciate e i malati vanno isolati nel periodo in cui sono contagiosi.


https://commons.wikimedia.org/wiki/File:3D_medical_animation_corona_virus.jpg
PER APPROFONDIRE:

giovedì 20 febbraio 2020

QUALI DIFFERENZE TRA BATTERI E VIRUS?

Risultato immagini per virus e batteri wiki commons
VIRUS - WIKIPEDIA
Batteri e virus sono la stessa cosa? A far luce sulle differenze, che quindi non li mettono sullo stesso piano, è il portale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che, in primo luogo, pone l’accento sulle diversità partendo dalle definizioni scientifiche.

La definizione di virus

virus sono microrganismi estremamente piccoli, visibili solo al microscopio elettronico, costituiti da materiale genetico (Dna o Rna) racchiuso in un involucro di proteine, definito in gergo scientifico ‘capside’ e, spesso, anche in una membrana più esterna costituita da lipidi e proteine, conosciuta dagli specialisti come pericapside. I virus sono in grado di replicarsi solamente all'interno delle cellule dei tessuti dell’organismo, provocandone la distruzione o la trasformazione in cellule tumorali. La resistenza dei virus all'aria aperta è estremamente bassa, anche se alcuni virus respiratori possono sopravvivere più a lungo. Si possono trasmettere per via aerea, alimentare, attraverso vettori o rapporti sessuali, e causare disturbi locali (per esempio all’apparato urogenitale, a quello digerente o respiratorio) o generali qualora si diffondano in tutto il corpo. Alcuni tipi di virus possono essere combattuti con farmaci efficaci o prevenuti grazie alla vaccinazione specifica.

La definizione di batteri

batteri, invece, sono dei microrganismi unicellulari, dotati quindi di una sola cellula, più grandi dei virus ed in grado di replicarsi in vari tessuti del nostro corpo. In alcuni organi, come ad esempio la bocca e l’intestino, determinati tipi di batteri sono presenti in modo naturale e non causano danni. Altri tipi di batteri, definiti in gergo ‘patogeni’, invece, possono essere aggressivi, contribuendo a danneggiare gli organi e i tessuti dell’organismo. Tali batteri sono resistenti al di fuori del corpo umano e possono essere trasmessi per via aerea, alimentare o nel corso dei rapporti sessuali. Possono diventare motivo di infiammazione a livello locale e, solo in casi più rari, diffondersi e riprodursi nell’organismo. Alle infezioni batteriche si può porre un rimedio medico con gli antibiotici ma, per la diversa sensibilità che i vari tipi di batteri possono avere nei confronti di questi farmaci, la terapia deve essere prescritta dal proprio medico che valuta la natura dell'infezione.

FONTE: https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/approfondimenti/batteri-virus-differenze.html

Da consultare un interessante e esplicativo articolo, corredato di esaustive immagini:

https://www.wikihow.it/Capire-la-Differenza-tra-Virus-e-Batteri